Come ogni primavera facciamo un recap annuale grazie alle statistiche derivanti del monitoraggio di centinaia d’aziende nell’archivio. Come sempre ricordiamo che il ritardo nel deposito dei bilanci (estate) rispetto alla chiusura degli stessi (dicembre nella maggior parte dei casi), insieme alla necessita di analizzarli nei mesi successivi e costruire uno storico significativo, ci spinge a parlare in questa sede dei bilanci precedenti a quelli che verranno pubblicati questa estate (ovvero quelli del 2023).
Nei bilanci 2023 possiamo osservare una sostanziale tenuta dell’affidabilità creditizia generale, nonostante lo scoppio di una nuova guerra a Gaza, che si aggiunge a quella scoppiata Ucraina nel 2022. A fronte di una nuova grave crisi umanitaria, i limitati rapporti economici con quella parte di mondo e la data dell’attacco terroristico che ha portato al conflitto (ottobre 2023), hanno comportato un impatto limitato della nuova guerra sui bilanci relativi all’esercizio 2023.
Nonostante l’evento pandemico del 2020 sia ormai lontano, gli effetti dei prestiti agevolati a garanzia statale alle quali molte società hanno avuto accesso in quel periodo, è ancora presente negli stati patrimoniali delle aziende italiane. Nel 2023 abbiamo osservato un incremento del costo del denaro per l’incremento dei tassi di interessi della BCE, che però risulta ancora mitigato dai prestiti di medio periodo con interesse prossimo all’1% assunti in precedenza ed in scadenza media nel 2025.
Dal punto di vista degli approvvigionamenti, che hanno rappresentato un grosso punto di domanda nei bilanci dell’esercizio precedente, abbiamo osservato una decisa normalizzazione dei costi energetici e logistici dopo il picco registrato nel 2022 a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina.
Questo è stato agevolato da un inverno ancora particolarmente mite nel continente rispetto alla media, che ha permesso una tenuta degli stoccaggi di gas naturale migliore del preventivabile.
L’insieme di tali elementi, inserito in un clima economico magari non brillante ma neanche recessivo, ha sostenuto l’affidabilità creditizia generale. Quest’ultima è risultata essere nell’esercizio 2023 migliore di quanto preventivabile, nonché ancora migliore della media storica.
