Alla vigilia della pubblicazione dei bilanci 2022 alle rispettive camere di commercio, possiamo dare uno sguardo alle statistiche riassuntive per 2021, con uno storico di oltre 300 aziende analizzate nell’ultimo anno. Nonostante un primo quadrimestre condizionato dai lockdown residui dell’emergenza Covid-19, il 2021 si è rivelato essere (statistiche alla mano) il miglior anno all’interno del nostro monitoraggio ultradecennale.
Ricordando nel 2020 avevamo visto una insperata tenuta dei giudizi grazie all’arrivo di ingenti finanziamenti bancari (a garanzia statale) per contrastare i lockdown integrali nella fase emergenziale della pandemia, il 2021 ha evidenziato una notevole ripresa dei ricavi. Questo non vale per tutti i tipi di aziende in egual misura ma nel complesso la ripresa è stata veloce, anche grazie ai contributi statali residui ricevuti.
Non si può sottolineare a sufficienza l’impatto trasformativo dei finanziamenti di medio periodo, che sono stati erogati nell’esercizio precedente a tassi bassissimi e garanzia statale tramite il DL 104/2020. Molti di essi sono dotati di un periodo di pre-ammortamento, ovvero un accordo nel quale per un dato periodo di tempo, la quota capitale del mutuo non viene ripagata con le rate. Le condizioni sono state così vantaggiose, che tali finanziamenti sono stati richiesti ed erogati anche ad aziende che non ne avevano le necessità e che già nel 2021 sono tornate ai livelli di fatturato “pre-pandemici” del 2019. La combinazione fra elevati livelli di disponibilità liquide per i finanziamenti agevolati ricevuti e sensibile ripresa del fatturato dai livelli depressi del 2020, è stato il mix esplosivo che ha spinto al rialzo (su livelli record) nel 2021 le statistiche dei giudizi.
Essendo tali finanziamenti di medio-periodo, possiamo aspettarci che l’effetto positivo sull’affidabilità creditizia dei bilanci si prolunghi anche per i bilanci 2022, che saranno disponibili per l’analisi a partire da questa estate. Ogni anno tuttavia ha le sue sfide e benché non ci aspettiamo una flessione dei fatturati dell’aziende nell’esercizio 2022, è quantomeno ipotizzabile una riduzione dei margini di profitto a causa dell’impennata dell’inflazione spinta dell’incremento dei costi energetici, in buona parte connessa allo scoppio della guerra in Ucraina.

